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Banda armata, la Cassazione scarcera Manolo Morlacchi e Costantino Virgilio

giugno 18, 2010

Sotto accusa per un libro. Crolla il teorema

Paolo Persichetti
Liberazione 19 giugno 2010

“E non ci vengano a parlare di fughe in avanti gli specialisti delle fughe all’indietro”

«Tornare in libertà con la stesa dignità di quando l’abbiamo perduta», si concludeva con queste parole la lettera, apparsa sul manifesto di giovedì scorso, scritta da Manolo Morlacchi rinchiuso insieme al suo coimputato Costantino Virgilio nel circuito As 2 del carcere di Siano-Catanzaro. Ieri la prima sezione della corte di Cassazione ha annullato la misura cautelare emessa nei loro confronti accogliendo il ricorso presentato dall’avvocato Caterina Calia e discusso da Francesco Romeo. Il collegio ha invece respinto il ricorso presentato dalla procura di Roma. I due, arrestati il 18 gennaio a Milano con l’accusa di associazione sovversiva costituita in banda armata, denominata “Per il comunismo Brigate rosse”, avevano già ottenuto un ridimensionamento del capo d’imputazione a semplice associazione sovversiva dopo un pronunciamento del Tribunale della libertà. Decisione ritenuta incompleta dalla Cassazione che ieri ha annullato senza rinvio l’intera ordinanza, circostanza non insolita ma molto rara che lascia presagire una netta censura verso gli elementi forniti dall’accusa. La colpa maggiore rimproverata a Morlacchi era quella di aver pubblicato nel 2007, e presentato in diverse librerie d’Italia, La fuga in avanti. La rivoluzione è un fiore che non muore, Agenzia x. Libro nel quale racconta la storia politica della sua famiglia passata per la Resistenza, il Pci e l’approdo dei genitori, all’inizio degli anni 70, nelle Brigate rosse. Sette mesi di detenzione preventiva per un’inchiesta che ha fatto della presentazione pubblica di un libro un reato. Questa decisione fornisce un duro colpo al metodo della “giustizia dissuasiva”, della rappresaglia preventiva, della costruzione strumentale d’inchieste utilizzate come “fabbriche di pubblicità” per giustificare la permanenza degli apparati antiterrorismo e la cultura dell’emergenza. Anche il processo che si aprirà il prossimo 16 settembre dovrà fare i conti con questa decisione.

Link
Io figlio di Br, pago per mio padre e per un libro
Un altro Morlacchi dietro le sbarre
“Scarcerate Papini, accuse senza argomenti”
Anni Settanta

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