- E quelli? – Quelli? Je successe questa:
che mentre, lì, frammezzo ar villutello
così arto, p’entrà ne la foresta,
rompevano li rami cor cortello,
veddero un fregno buffo co’ la testa
dipinta come fosse un giocarello,
vestito mezzo ignudo, co’ ‘na cresta
tutta formata di penne d’uccello.
Se fermorno. Se fecero coraggio:
- Ah quell’omo! – je fecero, – chi siete?
- Eh – fece, – chi ho da esse’? So’ un servaggio.
Non so chi sei, ma presumo un carcerato.
Il blog è molto, molto bello; scritto bene e soprattutto molto sentito, quindi profondo.
L’ho scoperto solo ieri, ora comincerò a leggerti più di frequente. Congratulazioni,
Andrea
ciao,
mi ha fatto un gran piacere trovare questo blog, alla domanda chi sei…beh…sorrido…..
complimenti per questo blog che è davvero interessante, penso che lo visiterò spesso !
La rivista che curi è molto intelligente, e molto commovente.
E fa venire voglia di resistere e di disobbedire.
Una sola cosa, non ti offendere: la finestrella con le traduzioni automatiche è un pericolo pubblico. Non traduce niente correttamente. Io ho verificato le lingue che conosco bene, per cui fidati!!
Non credo che serva a niente, in un certo senso è controproducente. Meglio creare un network di volontari che ogni tanto traducano gli articoli più richiesti. Che dici?
Un abbraccio, chiunque tu sia e
GRAZIE!
ho letto solo l’articolo su prima linea e proverò a confrontarlo col film quando avrò occasione di vederlo. il sito mi sembra fatto bene. io però ho la tendenza alla critica estrema e puntigliosa, quindi ti chiedo… non trovi quanto meno “in contrasto” con le idee propugnate la foto col tipo che dipinge sul muro la falce e il martello indossando le tiger?! io se avessi una certezza sulle mie idee politiche cercherei di essere il più coerente possibile anche ad esagerare… xò magari è solo una mia mania di perfezionismo… ormai i compagni di oggi sono tutti borghesi con fred perry, nike e angel&devil …
Le Tiger sono delle scarpe!? Grazie dell’informazione. Magari il mio è solo un difetto ma in genere non guardo quello che gli altri portano ai piedi, anche perché poi non saprei distinguere. Penso piuttosto a quel che hanno in testa. Guardo le loro facce e se sono fanciulle anche qualcos’altro.
Fred Perry non l’avevo mai sentito prima, ma se non avessi letto che si tratta di scarpe avrei pensato ad una marca di whisky. Facciamo così:
lasciamo che uno calzi quel che vuole. La rivoluzione si fa meglio se uno non ha male ai piedi. E poi magari il giovane della foto quelle scarpe le ha “prelevate” da una vetrina… vallo a sapere. Mica sarai contrario all’esproprio di volgari merci?
In ogni caso l’ascesi non aiuta granché a fare la rivoluzione. Il socialismo ascetico era una delle tante versioni del socialismo utopistico del primo 800. Le pezze al culo non sono un segno di coerenza ma un problema di reddito. Il comunismo non è l’indigenza condivisa ma la ricchezza redistribuita equamente.
Credo e spero che il disegno del detenuto nella cella sia una metafora della condizione tua e di noi tutti in questo regime. Ti linko. Ciao
Gino http://www.ilpuntoimproprio.splinder.com
ti leggo e mi sovviene una canzone di De Andrè..una delle tante citabili…
Certo bisogna farne di strada
da una ginnastica d’obbedienza
fino ad un gesto molto più umano
che ti dia il senso della violenza
però bisogna farne altrettanta
per diventare così coglioni
da non riuscire più a capire
che non ci sono poteri buoni
(nella mia ora di libertà)
grazie e a presto. Blanka
Ciao sono uno studente di giurisprudenza, mi presento mi chiamo Sebastianoi, ti volevo chiedere se potevo fare riferimento ad un paio dei tuoi articoli (Rosarno) per la mia tesi di laurea, in anticipo grazie del tempo dedicatomi, ps fai davvero 1 gran bel lavoro, continua così !!
Ho conosciuto il tuo blog cercando sul web un commento condivisibile sulla vicenda di Battisti. Continuerò a seguirti perché vedo che sai di cosa stai parlando. Scusa la mia stupidità: sei Paolo Persichetti?
Navigando fra le onde del web mi sono piacevolmente incagliato in questo bel blog.
Scrivo per passione con lo pseudonimo di Josè Pascal (figlio del fu Mattia Pascal e Ederì Buendìa discendente del grande colonnello Aureliano Buendía).
Ti invito a visitare la mia scatola ed eventualmente collaborare.
Ciao. Sono Donatella Quattrone. Sul mio blog mi faccio chiamare ColpaMetafisica. Sono quella che ha commetato sul blog di Valentina e vi ha segnalato.
Ho idee politiche opposte alle tue ma è così con tutti quelli che frequento sul web. Come ora anche tu mi hai fatto simpatia e ho pensato di venire a trovarti qui. Ti linko. Ciao.
Donatella. http://parolenude.splinder.com
Ciao. Scusa, ti avevo inviato un messaggio prima per presentarmi. Forse non ti è arrivato,. Sono Donatella Quattrone. Sul mio blog mi faccio chiamare ColpaMetafisica:
potresti essere Mario, Franco, Barbara o Alessandra…la storia e piena di nomi come le lapidi dei cimiteri….le celebrita’ hanno bisogno di un nome, i casellari giudiziari hanno bisogno di nomi, e in un potere dove il diritto non esiste, il nome e solo un dovere. l impoprtante e mettere a nudo realta’che forse non tutti sapevano , o che non volevano vedere e che ancora oggi esistono in tutti i carceri di regime. Nell esperienza non ce nulla di anacronistico ma solo il racconto di una vita cercata profondamente dal proprio essere. Un saluto, ovunque tu sia.
quasi un pacchetto di sigarette e una notte insonne distribuita tra PolvereDaSparo e Insorgenze… ma ne valeva la pena! x___x
A questo punto non resisto e ti cito l’ultima frase in risposta a Giovanni sul mio blog.
Non ho capito chi sei, scusa ma non si capisce.
Silvio
Chi so io? E chi ho da esse…?
- E quelli? – Quelli? Je successe questa:
che mentre, lì, frammezzo ar villutello
così arto, p’entrà ne la foresta,
rompevano li rami cor cortello,
veddero un fregno buffo co’ la testa
dipinta come fosse un giocarello,
vestito mezzo ignudo, co’ ‘na cresta
tutta formata di penne d’uccello.
Se fermorno. Se fecero coraggio:
- Ah quell’omo! – je fecero, – chi siete?
- Eh – fece, – chi ho da esse’? So’ un servaggio.
Cesare Pascarella, La discoverta dell’America
bella citazione dalle lettere di gramsci
^_^
i miei complimenti chiunque tu sia..un giovane di 22 anni..in portogallo
Non so chi sei, ma presumo un carcerato.
Il blog è molto, molto bello; scritto bene e soprattutto molto sentito, quindi profondo.
L’ho scoperto solo ieri, ora comincerò a leggerti più di frequente. Congratulazioni,
Andrea
ciao,
!
mi ha fatto un gran piacere trovare questo blog, alla domanda chi sei…beh…sorrido…..
complimenti per questo blog che è davvero interessante, penso che lo visiterò spesso
baci
blanka
La rivista che curi è molto intelligente, e molto commovente.
E fa venire voglia di resistere e di disobbedire.
Una sola cosa, non ti offendere: la finestrella con le traduzioni automatiche è un pericolo pubblico. Non traduce niente correttamente. Io ho verificato le lingue che conosco bene, per cui fidati!!
Non credo che serva a niente, in un certo senso è controproducente. Meglio creare un network di volontari che ogni tanto traducano gli articoli più richiesti. Che dici?
Un abbraccio, chiunque tu sia e
GRAZIE!
ho letto solo l’articolo su prima linea e proverò a confrontarlo col film quando avrò occasione di vederlo. il sito mi sembra fatto bene. io però ho la tendenza alla critica estrema e puntigliosa, quindi ti chiedo… non trovi quanto meno “in contrasto” con le idee propugnate la foto col tipo che dipinge sul muro la falce e il martello indossando le tiger?! io se avessi una certezza sulle mie idee politiche cercherei di essere il più coerente possibile anche ad esagerare… xò magari è solo una mia mania di perfezionismo… ormai i compagni di oggi sono tutti borghesi con fred perry, nike e angel&devil …
Le Tiger sono delle scarpe!? Grazie dell’informazione. Magari il mio è solo un difetto ma in genere non guardo quello che gli altri portano ai piedi, anche perché poi non saprei distinguere. Penso piuttosto a quel che hanno in testa. Guardo le loro facce e se sono fanciulle anche qualcos’altro.
Fred Perry non l’avevo mai sentito prima, ma se non avessi letto che si tratta di scarpe avrei pensato ad una marca di whisky. Facciamo così:
lasciamo che uno calzi quel che vuole. La rivoluzione si fa meglio se uno non ha male ai piedi. E poi magari il giovane della foto quelle scarpe le ha “prelevate” da una vetrina… vallo a sapere. Mica sarai contrario all’esproprio di volgari merci?
In ogni caso l’ascesi non aiuta granché a fare la rivoluzione. Il socialismo ascetico era una delle tante versioni del socialismo utopistico del primo 800. Le pezze al culo non sono un segno di coerenza ma un problema di reddito. Il comunismo non è l’indigenza condivisa ma la ricchezza redistribuita equamente.
Credo e spero che il disegno del detenuto nella cella sia una metafora della condizione tua e di noi tutti in questo regime. Ti linko. Ciao
Gino
http://www.ilpuntoimproprio.splinder.com
Bellissimo tutto, compreso il Pascarella, ma soprattutto la notizia di Manolo Morlacchi e Costantino liberi. A pugno chiuso Cesare
ti leggo e mi sovviene una canzone di De Andrè..una delle tante citabili…
Certo bisogna farne di strada
da una ginnastica d’obbedienza
fino ad un gesto molto più umano
che ti dia il senso della violenza
però bisogna farne altrettanta
per diventare così coglioni
da non riuscire più a capire
che non ci sono poteri buoni
(nella mia ora di libertà)
grazie e a presto. Blanka
Ciao sono uno studente di giurisprudenza, mi presento mi chiamo Sebastianoi, ti volevo chiedere se potevo fare riferimento ad un paio dei tuoi articoli (Rosarno) per la mia tesi di laurea, in anticipo grazie del tempo dedicatomi, ps fai davvero 1 gran bel lavoro, continua così !!
Belle e 4 parole. Mi piace quello che scrivi e mi piace come lo dici. Ma non ha importanza se non fosse che è un contributo per la Lotta.
Massimiliano
(ti linko)
Ciao!
Ho conosciuto il tuo blog cercando sul web un commento condivisibile sulla vicenda di Battisti. Continuerò a seguirti perché vedo che sai di cosa stai parlando. Scusa la mia stupidità: sei Paolo Persichetti?
Navigando fra le onde del web mi sono piacevolmente incagliato in questo bel blog.
Scrivo per passione con lo pseudonimo di Josè Pascal (figlio del fu Mattia Pascal e Ederì Buendìa discendente del grande colonnello Aureliano Buendía).
Ti invito a visitare la mia scatola ed eventualmente collaborare.
Se un giorno vorrai una lettera mi invierai a inparolesemplici@gmail.com
buona vita e a presto spero
bel blog!!
Bravo paolo!!
Ciao. Sono Donatella Quattrone. Sul mio blog mi faccio chiamare ColpaMetafisica. Sono quella che ha commetato sul blog di Valentina e vi ha segnalato.
Ho idee politiche opposte alle tue ma è così con tutti quelli che frequento sul web. Come ora anche tu mi hai fatto simpatia e ho pensato di venire a trovarti qui. Ti linko. Ciao.
Donatella.
http://parolenude.splinder.com
Ciao. Scusa, ti avevo inviato un messaggio prima per presentarmi. Forse non ti è arrivato,. Sono Donatella Quattrone. Sul mio blog mi faccio chiamare ColpaMetafisica:
http://parolenude.splinder.com
Ti ho linkato. A presto
Ciao Donatella, grazie per avermi linkato e scusami ma non avevo visto prima i tuoi messaggi.
P.
potresti essere Mario, Franco, Barbara o Alessandra…la storia e piena di nomi come le lapidi dei cimiteri….le celebrita’ hanno bisogno di un nome, i casellari giudiziari hanno bisogno di nomi, e in un potere dove il diritto non esiste, il nome e solo un dovere. l impoprtante e mettere a nudo realta’che forse non tutti sapevano , o che non volevano vedere e che ancora oggi esistono in tutti i carceri di regime. Nell esperienza non ce nulla di anacronistico ma solo il racconto di una vita cercata profondamente dal proprio essere. Un saluto, ovunque tu sia.
Buon lavoro…
quasi un pacchetto di sigarette e una notte insonne distribuita tra PolvereDaSparo e Insorgenze… ma ne valeva la pena! x___x
A questo punto non resisto e ti cito l’ultima frase in risposta a Giovanni sul mio blog.
Bello e interessante il tuo blog, in bocca al lupo per il tuo futuro!